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Omissis ...
Orientamenti per la qualità delle iniziative
Si vuole sottolineare, ancora una volta, l’importanza rivestita dai Fondi Strutturali Europei nel sostenere la crescita delle istituzioni scolastiche dal punto di vista dell’autonomia, della progettualità, della capacità di interagire con il contesto locale, della autovalutazione, ecc. per migliorare la qualità e concorrere nel raggiungimento degli obiettivi europei nel campo dell’istruzione.
L’obiettivo che si vuole rafforzare è quello di un ulteriore e generalizzato miglioramento della qualità degli esiti degli interventi del PON Scuola concentrando l’attenzione sull’allievo destinatario dell’intervento formativo.
In generale, si suggerisce una attenta lettura dei documenti che sottendono sia i Fondi Strutturali in genere che quelli specifici del PON “Competenze per lo Sviluppo 2007 – 2013”, per favorire una approfondita analisi e riflessione sulle finalità e sulle linee strategiche del P.O.N. stesso, sugli obiettivi di ciascuna Misura e delle singole Azioni partendo dalla consapevolezza che le risorse finanziarie dei Fondi Strutturali diventano “valore aggiunto” se i Piani realizzati al di fuori delle normali attività curricolari contribuiscono a migliorare l’apprendimento di alunni e alunne attraverso:
- pratiche d’insegnamento attraenti e innovative, quindi sostenute dalla ricerca e dall’implementazione di metodologie e didattiche capaci di coinvolgere e valorizzare le individualità di alunni e docenti;
- opportunità formative diversificate e flessibili, coerenti sia con i bisogni, impliciti ed espliciti, di alunni e alunne che vanno analizzati e non solo immaginati dal punto di vista degli adulti, sia con le finalità e gli obiettivi specifici del Piano dell’Offerta Formativa della scuola;
- occasioni di apprendimento offerte a tutti – ragazze e ragazzi e/o adulti e adulte -, in particolare ai soggetti socialmente e culturalmente deboli;
- la valorizzazione dei vissuti personali, delle competenze e delle abilità acquisite al di fuori dei contesti istituzionali preposti all’istruzione;
- la centralità dell’orientamento mirato a scelte di vita e di lavoro rispondenti alle aspirazioni e alle aspettative di ciascuno, oltre che ai contesti culturali e socio-economici di riferimento;
- la ricerca di forme di comunicazione e relazione tra generi e generazioni, attente ai diversificati bisogni, alle differenti sensibilità e affettività che la scuola in genere trascura senza considerarne gli effetti sull’autostima, sulla fiducia in se stessi, sulla sicurezza e sulla costruzione dell’autonomia;
- l’ampliamento dei saperi, disciplinari e trasversali, visti come strumento di conoscenza e interpretazione della realtà per favorire adattabilità e occupabilità.
In funzione di questo, è necessario che ciascuna istituzione scolastica realizzi un collegamento tra le attività curricolari ed extra-curricolari - quali sono quelle del PON -, che presuppone:
- il coinvolgimento, in termini di impegno e di responsabilità condivisa e collettiva, del Consiglio di Istituto, del Collegio dei docenti, dei Consigli di classe, degli alunni e delle relative famiglie, necessario per favorire la ricaduta nel curricolare di quanto appreso nell’extra-curricolare e opportuno nelle diverse fasi, dalla progettazione alla realizzazione, dalle verifiche in itinere a quelle finali, dal monitoraggio alla valutazione dell’intero percorso;
- la trasferibilità nella pratica didattica quotidiana di metodologie e tecniche apprese o sperimentate con gli interventi del PON, grazie anche alla possibilità di avvalersi di risorse professionali esterne alla scuola.
Ne deriva che, per assicurare quel valore aggiunto a cui si accennava prima, diventano fondamentali:
1. una diversa organizzazione e gestione del tempo scuola, degli spazi – aule e laboratori -, delle risorse umane, professionali, finanziarie e materiali;
2. la capacità di documentare le attività di ogni percorso per “tracciare” l’iter del processo attivato e lasciarne “traccia” nella scuola;
3. il monitoraggio dei diversi fattori che interagiscono nella realizzazione del Piano/Azione e, di seguito, la valutazione dei risultati tenuto conto delle variabili che li hanno determinati, che non può essere considerata come un atto dovuto, fine a se stesso, ma deve essere oggetto di discussione e riflessione soprattutto da parte del Collegio dei docenti affinché anche le valutazioni corrispondenti ai singoli percorsi diventino strumento per l’autovalutazione e punto di riferimento per la futura progettazione educativa e formativa della scuola nel suo complesso.
In questo quadro assume un ruolo rilevante il contributo degli esperti esterni alla scuola, che rappresentano una risorsa per il Piano, ma potrebbero diventare anche una risorsa per la totalità della scuola, a condizione che vengano scelti tenendo presenti gli obiettivi specifici della singola Azione, la qualità delle loro competenze professionali e l’apporto che essi possono dare per l’arricchimento della scuola in quanto portatori di nuove conoscenze, di nuovi modelli d’insegnamento, di nuove forme di comunicazione, di nuove realtà culturali e/o socio-economiche.
Un altro elemento di particolare rilevanza, è la scelta dei destinatari degli interventi e soprattutto l’analisi delle loro motivazioni ad apprendere.
Considerato che in fase di progettazione non sempre si parte da una situazione problematica a cui il Piano dovrebbe dare risposte risolutive, la ricerca dei destinatari a-posteriori rischia di provocare abbandoni e significative riduzioni dei partecipanti.
Per tale ragione diventa importante ricercare modalità di approccio ai destinatari innovative al fine di motivarli e far sì che la loro partecipazione sia consapevole e soprattutto condivisa. In tale ricerca occorre considerare le caratteristiche socio -culturali dei destinatari e i loro bisogni che non sempre, soprattutto per i soggetti più deboli ed emarginati o per i ragazze e le ragazze in difficoltà, sono espliciti e facilmente individuabili. Questa ricerca è fondamentale e particolarmente delicata e da essa dipende gran parte del successo dei percorsi formativi.
IL DIRIGENTE
Annamaria Leuzzi
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